
18-07-2012
Roma - Stop al pesce fresco in grigliate e fritture per l'avvio del fermo pesca che ha bloccato le attivita' della flotta italiana per favorire il ripopolamento del mare. Ne dà notizia Coldiretti ImpresaPesca sottolineando che il provvedimento è cominciato dall'Adriatico e interessa inizialmente la parte che va da Trieste a Rimini fino al 27 agosto, per 43 giorni consecutivi. Dopodiche' - precisa la Coldiretti - si tornera' in mare ma nelle dieci settimane successive alla ripresa l'attivita' sara' pero' limitata a tre giorni, come gia' lo scorso anno.
''Si tratta di un blocco necessario - sottolinea la Coldiretti - per permettere il ripopolamento delle specie ittiche sovrasfruttate e salvare le marinerie tricolori dal collasso per le reti sempre piu' vuote, con la produzione in calo costante ormai da diversi anni''.
Il fermo e' una necessita' per salvare il settore, anche se dolorosa per le vacanze, con il venir meno del pesce del Nord Adriatico in un momento in cui - sostiene impresa pesca Coldiretti - anche per effetto del grande caldo si registrano consumi in aumento del 15% e prezzi contenuti. Il rischio e' - sempre secondo Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove in questo momento non e' in atto il fermo pesca (Tirreno e Sud Adriatico). Infatti da Pesaro a Bari l'interruzione dell'attivita' di pesca iniziera' dal 6 agosto fino al 17 settembre mentre da Brindisi a Imperia dal 3 settembre al 2 ottobre mentre nelle regioni Sardegna e Sicilia l'interruzione ha durata di almeno trenta giorni ma e' disposta con provvedimento regionale.
La classifica dei pesci piu' acquistati dagli italiani, secondo un'analisi di Coldiretti ImpresaPesca su dati Ismea, vede appaiati al primo posto mitili (cozze, ecc.) e orate, con quasi il 9% a testa dei consumi, davanti ad alici (6,8%), spigole (6,5%), vongole (4,7%), polpi, trote, salmoni, naselli e merluzzi, calamari. La novita' di quest'anno e' l'arrivo dell'etichetta per il pesce italiano venduto al dettaglio o servito al ristorante, introdotta dal decreto Sviluppo. Attualmente la legge sull'etichettatura prevede la sola indicazione della zona di pesca. Il pesce italiano, ad esempio, fa parte della cosiddetta 'zona Fao 37', che contraddistingue il prodotto del Mediterraneo. Per il momento l'indicazione dell'origine resta pero' su base volontaria - conclude Coldiretti ImpresaPesca - mentre per assicurare piena trasparenza su tutto cio' che si mangia al ristorante sarebbe necessario introdurre l'obbligo di etichettatura del pesce servito nella ristorazione.



