
21-03-2011
Roma - Niente rischi per gli italiani a tavola poiche' gli arrivi di prodotti agroalimentari dal Giappone sono del tutto marginali per un importo che nel 2010 ha raggiunto solo i 13 milioni di euro, appena lo 0,03 per cento dell'import agroalimentare totale, risultato lo scorso anno pari a 36.346 milioni. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sul commercio estero con il Giappone. Peraltro le importazioni - sottolinea la Coldiretti - riguardano per ben 3 milioni di euro piante e fiori che non sono destinate a fini alimentari mentre si rilevano arrivi praticamente irrisori, nell'ordine, di semi oleosi, bevande alcoliche, oli vegetali, prodotti dolciari, pesce e the'.
Molto piu' rilevanti sono le spedizioni di prodotti agroalimentari Made in Italy nel Paese del Sol Levante che potrebbero essere colpiti dagli effetti della tragedia sull'economia nipponica. A rischio ci sono le esportazioni agroalimentari nazionali che nel 2010 hanno fatto segnare un valore 536 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto all'anno precedente. Il prodotto piu' esportato in valore e' il vino con oltre 102 milioni di euro, seguito dalla pasta per 82 milioni, dalle conserve di pomodoro con 70 milioni, dall'olio di oliva con 69 milioni e dai formaggi con 41 milioni di euro. L'emergenza terremoto - conclude Coldiretti - coinvolge direttamente i 3 milioni di agricoltori del Giappone ai quali il presidente della Coldiretti Sergio Marini, ha espresso solidarieta' attraverso il presidente della potente organizzazione agricola giapponese Ja Zanchu Moteki Mamoru.



