
29-06-2012
Roma - La Cia-Confederazione italiana agricoltori, lancia l'allarme sul crollo delle vendite al dettaglio di aprile, rilevato dall'Istat che registrano una caduta tendenziale per le vendite alimentari del 6,1 per cento, la più forte da oltre 11 anni.: "E' da tempo che lanciamo l'allarme sullo stallo dei consumi alimentari. La crisi e le manovre dei conti pubblici hanno falciato il potere d'acquisto degli italiani, costringendoli a un taglio netto della spesa, anche quella per beni di prima necessità come cibo e bevande. Già dall'anno scorso le famiglie hanno messo in atto comportamenti d'acquisto improntati alla prudenza e al massimo risparmio -ricorda la Cia-. Una tendenza che si è consolidata in questi primi sei mesi del 2012, anche per colpa dell'aumento degli oneri fiscali, del "caro-energia", dei timori occupazionali. La conseguenza è subito visibile: il carrello alimentare si svuota, così come si svuotano tutte le tipologie di esercizi commerciali. Ad aprile, infatti, non crollano soltanto i piccoli negozi di quartiere (-8,7 per cento), ma anche i supermercati (-5,3 per cento), gli ipermercati (-4,2 per cento) e addirittura i discount (-3 per cento).
La crisi, insomma, porta gli italiani a riorganizzare o a limitare la spesa per gli alimentari. Secondo i nostri dati -osserva la Cia- quasi la metà delle famiglie "taglia" sulla tavola, riducendo soprattutto gli acquisti ortofrutticoli (il 41,4 per cento), quelli di carne rossa (il 38,5) e quelli di pane (il 37 per cento). Inoltre, il 65 per cento delle famiglie compara i prezzi con più attenzione rispetto a due anni fa; il 53 per cento cerca sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 per cento) e il 42 per cento privilegia le grandi confezioni, il cosiddetto formato convenienza".



