
24-05-2012
Roma - Sono notevoli i danni procurati dal terremoto che ha colpito le zone di Bologna, Modena e Mantova, in cui sono presenti numerosi caseifici che producono Parmigiano Reggiano. I tecnici delle Sezioni provinciali del Consorzio del Parmigiano Reggiano stanno procedendo ad una computo preciso dei danni e il primo bilancio dei danni conta oltre 300.000 forme coinvolte dal sisma. Si registrano danni anche alle strutture ad un impianto di trasformazione ma sono stati soprattutto gli ambienti destinati alla stagionatura a subire i danni maggiori. Il sisma ha provocato il crollo delle "scalere", le grandi scaffalature dove le forme sono collocate a stagionare, in altre le impalcature hanno retto al sisma e le forme sono cadute direttamente a terra. Le forme coinvolte in alcuni casi potranno essere certamente recuperate e spostate in altro magazzino per terminare la maturazione. Per le forme che invece hanno subito danni, solo in parte si potrà procedere rapidamente ad un adeguato riutilizzo, previa autorizzazione sanitaria. In questo caso, solo il formaggio delle forme che hanno già superato l'esame di selezione e i 12 mesi di età potrà essere consumato come formaggio Parmigiano Reggiano, mentre le forme di età inferiore ai 12 mesi saranno avviate ad usi industriali, come ad esempio per la produzione di formaggio fuso o di preparazioni gastronomiche.
Le perdite subite dai due formaggi piu' famosi d'Italia - sottolinea la Coldiretti - fanno salire notevolmente il conto dei danni nel settore agroalimentare, stimati dalla Coldiretti in 200 milioni di euro se si tiene conto anche di crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie, come a Massafinalese nell'azienda Veronesi dove sono morti oltre 100 maiali. Le forme irrecuperabili - conclude la Coldiretti - destinate alla fusione, porteranno a perdite economiche enormi se si tiene conto che il prezzo medio al consumo in Italia del Parmigiano Reggiano si attesta sui 15,3 euro al chilo e che le 3,3 milioni di forme prodotte in un anno hanno un peso medio di 40 chili.



