
25-01-2012
Rimini - Il gelato giapponese non si arrende. A poco meno di un anno dallo tsunami che ha devastato la costa settentrionale del paese, e provocato l'incidente al reattore nucleare di Fukushima, il dolciario artigianale del Giappone riparte da Sigep, il 33° Salone Internazionale di Gelateria, in corso a Rimini Fiera.
È una presenza molto significativa quella di Shinsaku Katahira (nella foto), giovane gelataio alla sua prima partecipazione alla kermesse di Rimini Fiera. Ha trentacinque anni e da tre ha preso, assieme al fratello, le redini della fattoria di famiglia nella cittadina di Soma e della gelateria Jersey Soft & Ice nella città di Date, entrambe nella Prefettura di Fukushima. Fattoria e gelateria sono situate a circa 40 chilometri dalla centrale nucleare gravemente danneggiata dal terremoto del 4 marzo scorso, ma a causa della direzione del vento tutto il villaggio è stato evacuato. I lavori per la ricostruzione della città di Soma sono ancora fermi e la gestione del negozio è diventata molto difficile. "Realizziamo il gelato con il latte delle nostre mucche, di razza Jersey, che per fortuna non è contaminato, ma la gente ha comunque timore e il consumo di gelato è molto diminuito - spiega - Per non essere costretto ad abbandonare la produzione di gelato, che amo molto, e dare una speranza a Fukushima ho da poco aperto una succursale, chiamata Selene Gelato Italiano, presso l'acquario del Prince Hotel di Shinagawa a Tokio. La decisione di partecipare a Sigep è stato il naturale passo successivo. Questa è una manifestazione molto nota anche in Giappone, occasione imperdibile di aggiornamento per conoscere nuove tecniche, sperimentare nuovi abbinamenti e accrescere la qualità e il gusto della mia produzione anche in relazione alle richieste che arrivano dalla nuova clientela di Tokio".



